Earth Day: da un tragico evento, un giorno per la Terra
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Sostenibilità

Earth Day: da un tragico evento, un giorno per la Terra

Il 28 gennaio 1968 un incidente occorso ad una piattaforma petrolifera davanti alle coste della California crea un movimento di opinione (oggi si chiamerebbe un Think Tank) a difesa dell’ambiente. Da quell’evento viene creata la giornata della Terra che cade ogni 22 aprile. Il mondo ha bisogno di protezione e solo con un’azione condivisa da tutti possiamo fare qualcosa: concretamente e presto. Gli alberi, fino dall’antichità un potentissimo simbolo del nostro ambiente, sono lo strumento perfetto per far respirare la Terra e preservare la biodiversità.

Correva l’anno 1968: era il 28 gennaio e sembrava una giornata come le altre a Santa Barbara, in California. Lo scenario cambia drammaticamente quando a 10 km dalla costa un’esplosione danneggia una delle piattaforme petrolifere della Union Oil. Il danno è incalcolabile: oltre 100 mila barili di petrolio si riversano sulle spiagge uccidendo oltre 3.500 animali, tra cui uccelli marini, delfini, foche e leoni marini. L’opinione pubblica è duramente colpita dalla catastrofe. John McConnell, un’attivista ecologista, ritiene che la misura sia colma e scende in piazza per l’istituzione di una giornata mondiale per celebrare la vita e la bellezza della Terra. Qualche tempo dopo, il 22 aprile 1970, da quell’evento di Santa Barbara venne istituita la Giornata della Terra – Earth Day, il cui network è arrivato a coinvolgere oltre 180 nazioni.

L’albero, il simbolo più potente dell’ambiente

 

Abbiamo deciso di aderire alla Giornata della Terra parlando di alberi, da sempre un potentissimo simbolo per l’umanità, sacro in tutte le principali tradizioni religiose. Non fa eccezione l’Antico Testamento, dove nell’Eden è posto un Albero della Vita e un albero della conoscenza del bene e del male. I motivi sono chiari: l’albero simboleggia l’attaccamento al terreno tramite le radici, la crescita, la rinascita e la prosecuzione della vita stessa attraverso i frutti e i semi.

Oggi le foreste ricoprono il 31% delle terre emerse1 , una ricchezza naturale che è tra i principali alleati dell’uomo per contrastare la crisi climatica che incombe sul pianeta. Le foreste, insieme agli oceani hanno infatti un ruolo centrale nell’assorbimento della CO2, dal cui incremento, anche se non solo, dipende il riscaldamento globale. Stiamo parlando del famigerato effetto serra che agisce sui meccanismi di mantenimento della temperatura terrestre. A causa delle emissioni inquinanti si è assistito negli ultimi decenni ad un aumento delle temperature globali che sta compromettendo gravemente gli equilibri del pianeta. Secondo il report elaborato nel 2018 dall’ IPCC, l'organismo delle Nazioni Unite per la valutazione della scienza relativa al cambiamento climatico, la temperatura media attuale è già di 1C° superiore rispetto ai livelli preindustriale.

Possiamo far “respirare” la Terra

Senza un cambiamento nel nostro modo di vivere e di produrre arriveremo entro il 2040 a superare gli 1,5C°. Una “febbre” per la Terra non certo senza conseguenze che anzi iniziano, già da ora, ad essere riscontrabili: scioglimento dei ghiacciai con relativo innalzamento dei livelli dei mari, perdita di biodiversità e intensificarsi di eventi meteorologici estremi sono solo alcuni degli effetti che dipendono dal riscaldamento globale e che minacciano l’umanità. In questo quadro gli alberi ci vengono in soccorso, sono infatti la più antica e perfetta tecnologia che la natura ci ha donato per mitigare gli effetti delle emissioni inquinanti e far “respirare” la Terra.

La loro funzione non si limita però solo a quella di stoccaggio dell’anidride carbonica: sono numerosi i compiti che svolgono, da cui dipende la salute e il benessere dell’umanità. In tale ambito si parla più propriamente di servizi ecosistemici, definiti dalla scienza come “i benefici multipli forniti dagli ecosistemi al genere umano”.

La biodiversità ambientale: la nostra cassaforte

 

I boschi sono custodi dell’80% della biodiversità mondiale, considerati dagli scienziati come gli ecosistemi più diversificati biologicamente sulla Terra, una vera e propria cassaforte di ricchezza naturale se si tiene conto del fatto che con il termine biodiversità si intende l’insieme degli organismi viventi sul nostro pianeta. Parliamo metaforicamente di una cassaforte perché le foreste contribuiscono a salvaguardare un patrimonio in pericolo: sono infatti circa 1 milione le specie animali e vegetali a rischio estinzione tra gli 8 milioni stimati ad oggi esistenti. Molte di queste specie addirittura sarebbero destinate a scomparire entro un decennio.

Perché non possiamo non proteggere i boschi

 

Proteggere i boschi, custodi dell’80% di questo patrimonio, significa quindi contribuire anche alla tutela della vita. Oltre a tutto questo le foreste forniscono anche cibo e materie prime, rivestendo allo stesso tempo un ruolo socioculturale centrale per le comunità locali. Tutti questi aspetti rientrano nei loro servizi ecosistemici che possono essere suddivisi in tre grandi macrocategorie.

  1. I servizi di approvvigionamento con i quali i boschi riforniscono l’umanità di alimenti e di acqua, ma anche di legno sia per scopi energetici sia edili.
  2. I servizi di regolazione: il patrimonio forestale è fondamentale per la purificazione dell’acqua, regolazione del clima, protezione del suolo (funzione antierosiva e stabilizzante), protezione degli habitat e della biodiversità.
  3. Ultimi, ma non meno importanti sono i servizi culturali, si pensi all’effetto rigenerante che il contatto con la natura ha a livello fisico e mentale, ma non solo. Per molti popoli le foreste sono parte della propria identità culturale e storica, elementi integranti della comunità.

Per consentire ai boschi di continuare a svolgere tutte le loro funzioni è quindi importante gestirli in maniera responsabile, riducendo il fenomeno della deforestazione, che ne compromette gravemente la sopravvivenza, e allo stesso tempo incrementando, grazie ad interventi di forestazione, la superficie boscata. È chiaro che dalla loro preservazione, tutela e accrescimento dipende la nostra sopravvivenza e quella del Pianeta ed è la ragione per la quale la “nostra” Giornata della Terra vuole essere una celebrazione di questo immenso patrimonio che sono le foreste.



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