Non lo sapevo
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Finanza comportamentale
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di Claudio Romano

Non lo sapevo

Spesso quando ci presentano una possibilità di scelta, commettiamo degli errori per eccessivo ottimismo o perché abbiamo un’errata rappresentazione della realtà. O ancora perché riteniamo che “il gioco non valga la candela” mettendo a confronto potenziali guadagni e perdite. O infine perché non teniamo conto di quanto sia impattante il caso nelle nostre vite. Sapere come e quando sbagliamo ci può essere di aiuto per evitare di ripetere gli errori.

Oggi parliamo di errori. Brutto argomento non trovi? Questa morale su quanto siamo esseri imperfetti, noi umani, è stancante, ma è utile. Sapere quando e perché commettiamo errori ci può essere di aiuto per evitare di commetterne in futuro. Sapere perché a volte facciamo certe affermazioni pur non condividendole, oppure perché crediamo fermamente che certi eventi sicuramente accadranno, non tenendo minimamente conto delle reali possibilità.

Si, decisamente è meglio sapere certe cose.

Giudizi (un po’) viziati

Non so se ti è mai capitato di sentire queste due parole: “numeri ritardatari”. Solo a sentirlo già viene voglia di scommettere. Ma di cosa si tratta? Si tratta di una pratica senza alcun basamento scientifico, perché i numeri del Lotto notoriamente non hanno memoria: in altri termini, il numero “non sa” che non viene estratto da 126 settimane e la probabilità di estrazione è sempre la stessa, ad ogni evento: 1 su 90.

Proviamo a lanciare una moneta: come noto può uscire testa (T) o croce (C). È stato chiesto ad un campione di persone quale delle due serie di 10 lanci ha più probabilità di verificarsi: TTTTTCCCCC oppure TCTCTCTCTC. Curiosamente, la maggioranza delle persone ha indicato la seconda, perché ritenuta più “casuale”. Si, hai indovinato: le probabilità è la medesima per le due sequenze.

Hai mai ascoltato con modalità casuale (“shuffle”) una sequenza di brani? Sapevi che la funzione di ascolto casuale, nella maggior parte dei software, non è propriamente casuale? Dopo alcuni tentativi, infatti, ci si è resi conto che gli utenti non gradivano riascoltare i brani appena sentiti, ma la probabilità che ciò accadesse non era poi così bassa e quindi si è preferito un approccio più vicino alla percezione umana.

Odio perdere!

Un altro importante filone di studi è stato incentrato sull’avversione alle perdite degli individui. Attraverso numerosi esperimenti di psicologia cognitiva, è stato dimostrato che le persone hanno una motivazione ad evitare le perdite superiore alla quella di realizzare un guadagno. Un classico esempio è quello della proposta di scommessa.

Ad un campione di persone è stato chiesto di accettare una scommessa in cui in caso avverso avrebbero perso € 100 e di lasciare a loro il compito di stabilire la cifra in caso di vittoria: mediamente la soglia minima per cui la maggioranza del campione avrebbe accettato la scommessa era di € 300 come vincita. Tre volte la perdita. Questa è la soglia psicologica che siamo disposti ad accettare per una perdita: in altri termini perdere € 100 o guadagnarne € 300 ci fornisce lo stesso livello di dolore / piacere.

Sono il capitano della mia anima!

Altro filone interessante: l’illusione della conoscenza. L’esperimento è facilmente praticabile. Si prende un mazzo di carte e viene chiesto ad un campione di persone di scegliere consapevolmente una carta (si intende che una persona può dichiarare di volere l’asso di cuori ad esempio). Ad un’altra parte del campione vengono consegnate delle carte casualmente. I partecipanti possono vincere una somma di denaro: chi avrà la carta uguale a quella estratta da un altro mazzo vincerà. A tutti viene chiesto il prezzo per cui sarebbero disposti a fare cambio con un’altra carta di un altro giocatore. A quale prezzo saranno disposti a “vendere” la propria carta? Avete indovinato, le persone che avevano scelto la propria carta richiedevano mediamente un prezzo tre volte superiore rispetto a coloro che l’avevano ricevuta casualmente. Evidentemente si sentivano “padroni” del proprio destino. Ma la probabilità di estrazione non tiene conto di queste illusioni psicologiche.
P.S. Tenendo conto di questi risultati, alcuni Stati americani, organizzano delle lotterie in cui è data la possibilità ai giocatori di scegliersi i numeri vincenti, anche se è solo la fortuna a decretare la vittoria.

Errori innocui? Non proprio

Questi errori, così innocenti, possono invece creare dei problemi se commessi in una fase di valutazione di un investimento o di gestione dello stesso. Quante volte ci è capitato di sperare che un investimento in perdita cambi repentinamente il proprio corso e diventi di nuovo positivo? Oppure in una fase di calo più violenta, ti è mai successo di aver deciso di impulso di vendere tutto? E poi cosa è successo? Questi sono i tipici atteggiamenti derivanti dalle situazioni sopra descritte. Impariamo dai nostri errori. Pianifichiamo attentamente prima di effettuare un investimento e poi manteniamo inalterati gli orizzonti temporali previsti. Poche regole, ben osservate, possono fare la differenza.



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