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E’ possibile comunicare ai clienti in maniera più chiara?
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Finanza comportamentale
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di Barbara Alemanni

E’ possibile comunicare ai clienti in maniera più chiara?

Intervista alla Professoressa Barbara Alemanni, autrice del libro “Finanza Comportamentale”

Siamo sicuri che tutto quello che viene comunicato sia correttamente capito? E come possiamo migliorare il rapporto con i nostri clienti? Oggi, nella seconda parte dell’intervista con la professoressa Alemanni parliamo di comprensibilità dei dati. Alcuni importanti psicologi evidenziano che la maggior parte delle persone non riescono a leggere correttamente le statistiche che gli vengono sottoposte. Cosa possiamo fare per migliorare questo errore?

 


Domanda: In un passaggio del libro si parla anche della necessità di esporre i dati in maniera più naturale. Un esempio, : dire che c’è l’incidenza dell’1% di una malattia è uguale a dire che si ammalano dieci persone su mille, ma risulta molto più chiaro e più naturale per le persone che poi devono interpretare questi dati. C'è un chiaro riferimento agli studi di un altro psicologo, Gerd Gigerenzer, con il suo libro “Quando i numeri ingannano”. Da questo punto di vista faccio una domanda un po’ scomoda: credi che l'industria finanziaria possa fare dei passi avanti in questa direzione cioè nella semplificazione dei dati e dei messaggi che diamo ai nostri investitori?

Risposta: Assolutamente sì. Facciamo solo un passo indietro perché è opportuno dire ai nostri ascoltatori qualche cosa in più di questo approccio alternativo. Perché io ho poc'anzi detto che l’heuristic, cioè il ragionamento euristico, approssimato, è la causa sostanzialmente dei nostri errori. La posizione della scuola tedesca a cui fa capo il professor Gigerenzer, ragiona invece nell'ottica di euristiche buone. Ovverosia di strade semplificate che ci aiutino a commettere meno errori. L'industria finanziaria ne può e in parte ne sta già facendo tesoro. Si sta lavorando molto per dotare gli investitori della cosiddetta “cassetta degli attrezzi” che è sostanzialmente ciò che ci serve per avere quattro spunti semplici per interpretare nel modo corretto anche il lavoro degli esperti. Quindi è il nuovo mantra negli studi comportamentali anche applicati all’industria finanziaria.

 


Domanda: Stiamo vivendo un periodo storico molto particolare, abbiamo visto che ci sono stati dei crolli improvvisi sui mercati finanziari è altrettanto in modo fulmineo ci sono stati anche dei rialzi. Davanti a noi c'è una crisi economica la cui entità non è stata ancora definita, speriamo sia più lieve di quanto previsto. La domanda che volevo porre è: la finanza comportamentale che tipo di spunti può offrirci per non cadere preda dell’emotività di questo periodo così drammatico?

 

Risposta: Partiamo da un presupposto cioè il contesto che stiamo vivendo è eccezionale ed è inedito ma i bisogni, in particolare i bisogni finanziari della maggior parte degli investitori, non è variata in questo periodo. C’è un insegnamento che viene già dalla crisi del 2008 che ha portato gli investitori a ragionare non alla giornata ma appunto con un approccio di pianificazione che si basa sulla necessità di spostare l'attenzione degli investitori dagli input, ovverosia l'andamento dei mercati finanziari in cui si investe, agli output ovvero sia, perché investo? Quindi gli obiettivi degli investitori, la ragione per cui investo e quindi gli obiettivi da raggiungere. Quindi tanto più il contesto è difficile tanto più riportare l'attenzione sugli obiettivi aiuta a mantenere la calma. Cioè toglie attenzione emotiva da un contesto di per sé ansiogeno e riporta sulle motivazioni profonde per cui io sto risparmiando e ho scelto di risparmiare investendo in determinati ambiti. L'idea di fondo è proprio ragionare per obiettivi e questo è un tema che si sta sviluppando molto nelle relazioni per esempio consulente-investitore e origina ovviamente anche questo dagli studi comportamentali.

 

 

 

Barbara Alemanni è Professore di Economia degli Intermediari Finanziari presso l’università di Genova e Affiliate Professor alla SDA Bocconi School of Management. E’ membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Genova e presso la stessa Università presiede il Comitato Lasciti. E’ Consigliere di Amministrazione non esecutivo e indipendente di Borsa Italiana SpA e  di Fincantieri Spa. Partecipa al Comitato degli investimenti dell’IIT e dal 2016 è membro del Group of Economic Advisors (GEA) dell’ESMA. E’ stata consulente scientifico per il MEFOP e ha fatto parte del gruppo di lavoro CONSOB-Università sul tema del Fintech. E’ un esperta di finanza comportamentale, di micro e macro struttura dei mercati finanziari e di regolamentazione dei mercati finanziari.



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