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Senti come litigano. I nostri cervelli parlano di investimenti
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Finanza comportamentale
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di Claudio Romano

Senti come litigano. I nostri cervelli parlano di investimenti

Il nostro cervello ragiona con due sistemi decisionali e questo vale anche nelle decisioni di investimento. E mentre il Sistema 1 preferisce soluzioni veloci e fortemente speculative, il Sistema 2 ha un approccio più ragionato. E allora cosa si direbbero i due cervelli nel caso in cui si decidesse di investire i propri risparmi? Probabilmente il Sistema 2 suggerirebbe un approccio a piramide, con differenti quote di investimenti in strumenti gradualmente più rischiosi ma anche potenzialmente più remunerativi.

Quando dobbiamo prendere una decisione spesso mettiamo in scena un dialogo interiore. E in una scelta di investimento, come ragioniamo? Sappiamo che nella nostra testa abbiamo due sistemi decisionali diversi, uno più riflessivo e l’altro più impulsivo (a tale proposito puoi leggere o rileggere Chi ascolti, Homer Simpson o il dr. Spock?). Proviamo a dargli parola.


Cervello 1: «È venuto il momento di prendere una decisione. Dobbiamo andare in banca e fare degli investimenti. Il vicino di casa ha cambiato auto per la terza volta negli ultimi due anni e dice che fa dei buoni affari in borsa. Io dico che è il momento di provare».


Cervello 2: «Ottima decisione, ma prima di andare è meglio fare il punto della situazione. È molto semplice, basta scaricare i movimenti del Conto Corrente e classificarli in entrate ed uscite».


Cervello 1: «Ma cosa stai farneticando? Entrate e uscite…le entrate sono solo lo stipendio e uscite tutte le altre. Piuttosto, ho visto che su Facebook ci sono le pubblicità per comprare i Bitcoin».


Cervello 2: «Aspetta, mettere in colonna le entrate e le uscite ci serve per capire come si muovono i nostri soldi, quanto spendiamo per le varie utenze e magari provare a razionalizzare un po’ le spese. Cosi scopriamo se è possibile mettere da parte un piccolo risparmio mensile».


Cervello 1: «Va bene, ma facciamo presto. Abbiamo già un capitale di partenza. A cosa ci serve mettere da parte una cifra mensile?».


Cervello 2: «Ti assicuro che ci potrebbe servire. Dobbiamo pianificare i diversi obiettivi: una parte del capitale va per la conservazione e una per il rendimento. Per investire sui mercati azionari potremmo utilizzare un PAC mensile».


Cervello 1: «Non dobbiamo perdere tempo. I mercati azionari stanno ripartendo dopo il crollo di marzo scorso e potremmo ottenere subito performance elevate. Abbiamo un mucchio di soldi sul Conto Corrente e non sappiamo cosa farne. Io dico di investire subito nel settore farmaceutico per il vaccino del Covid. E poi a che serve un PAC? Quel premio Nobel (si tratta di Paul Samuelson ndr) ha detto che non diminuisce il rischio complessivo dell’investimento».


Cervello 2: «No, aspetta. Investire con un PAC permette di seguire una regola meccanica che riduce la responsabilità dell’investimento. Ed è quello che vogliamo: eliminare la componente “emozionale” dell’investimento». 


Cervello 1: «La componente emozionale? E che cos'è?»


Cervello 2: «È un fattore che ci portiamo da quando vivevamo nelle caverne. Si chiamano “bias cognitivi” e sono degli “scorciatoie mentali” che adottiamo senza pensarci. Ti ricordi cosa successe quando fallì Lehman Brothers?. Il giorno dopo, il 15 settembre 2008, decidesti di uscire dai mercati azionari. Te lo ricordi?»


Cervello 1: «Certo che me lo ricordo. I giornali lo chiamavano “l’11 settembre della finanza”. Non era sbagliato uscire».


Cervello 2: «E invece lo fu! Il 16 settembre 2008 i mercati raggiunsero i minimi e da allora il mercato è risalito. Si chiama “ancoraggio” ed è la nostra abitudine a legarci ad un’informazione ritenuta importante. Nelle fasi di discesa si amplificano i movimenti di vendita perché ci lasciamo prendere dal panico, “ancorandoci” alla notizia che i mercati stanno scendendo. Discutemmo molto all’epoca e alla fine mi convincesti. Fu un errore». 


Cervello 1: «Ammettendo che tu abbia ragione, come procederesti per pianificare gli investimenti?».


Cervello 2: «Niente di complicato, gli investimenti devono essere distribuiti come una piramide: la base più ampia deve essere destinata per eventuali imprevisti. Deve essere una base che può essere liquidata velocemente senza pericolo di trovarsi con dei rendimenti negativi. Ovviamente sono investimenti a rischio e rendimento basso, ma l’importante è che siano immediatamente disponibili».


Cervello 1: «OK allora li lasciamo sul Conto Corrente….»


Cervello 2: «No!. Allora vedi che non hai capito? Sul Conto ci devono stare il corrispettivo di due o tre mesi di stipendio, per fare fronte alle utenze domestiche da pagare. Ti ricordi che abbiamo sottoscritto un Conto Corrente con zero spese ma anche zero remunerazione?».


Cervello 1: «Si giusto. E come è fatta questa piramide?»


Cervello 2: «È un approccio che si basa su una vecchia teoria motivazionale del 1987 di una psicologa che si chiama Lola Lopes detta SP/A, Sicurezza, Potenziale e Aspirazioni».


Cervello 1: «Sembra una cosa difficile…»


Cervello 2: «Non lo è. Significa che prima bisogna soddisfare i bisogni primari di sicurezza con investimenti meno remunerativi come Titoli di Stato o Fondi obbligazionari con distribuzione dei proventi e poi successivamente inserire investimenti più rischiosi per la fase Potenziale come Fondi bilanciati o obbligazionari specializzati. Lo sai che i Fondi Comuni hanno un Indicatore Sintetico di Rischio (SRRI) che da immediatamente indicazione delle potenzialità di rischio/rendimento? In un solo numero si condensa tutto».


Cervello 1: «E l’Aspirazione?».


Cervello 2: «È costituita dalla punta della piramide, una parte residuale costituita dalla speculazione pura. Lì ci possono trovare spazio i Fondi flessibili, gli azionari, i PIR. Magari ci puoi mettere anche un po’ dei tuoi Bitcoin, ma solo dopo aver rispettato le proporzioni di cui ti ho parlato».

Cervello 1: «Vabbè, è un po’ più chiaro, ma chi dei due ne parla a nostra moglie?».


Cervello 2: «Ci parlo io, tanto lì c’è solo il Cervello 2, ci capiamo al volo».


Cervello 1: «Beato te. Io ci litigo sempre».

 

 

Per approfondimenti: 
Paul Samuelson, The long-term case for equities, 1994 The Journal of Portfolio Management
Marco Liera, Capire la Borsa. Il Sole 24 Ore.

 



Le informazioni pubblicate su questa pagina hanno scopo divulgativo e non rappresentano una consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare investimenti né tantomeno ricerca in materia di investimenti. I pareri espressi rappresentano unicamente le opinioni dell’autore che non necessariamente corrispondono a quelle di ARCA Fondi SGR S.p.A. Le informazioni, per quanto accurate e aggiornate, possono non essere complete e non tengono conto delle caratteristiche patrimoniali e finanziari dei singoli destinatari.

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