Arca previdenza

Previdenza complementare

Cos'è la previdenza complementare

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La previdenza pubblica è cambiata

Le riforme hanno profondamente modificato il mondo della previdenza.

Con il metodo di calcolo contributivo l’importo della pensione viene determinato in base all’ammontare dei contributi versati durante tutta la vita lavorativa, rivalutati in base all’andamento del Pil (Prodotto Interno Lordo), ed il trattamento verrà adeguato in funzione della speranza di vita al momento del pensionamento.

Le modifiche al sistema pensionistico comporteranno una drastica riduzione della pensione pubblica rispetto all’ultima retribuzione, sia per il lavoratore dipendente che per il lavoratore autonomo e specialmente per i lavoratori giovani e i lavoratori con carriere dinamiche.

immagine simulazione metodo contributivo

Come mantenere l’attuale tenore di vita una volta in pensione?

La soluzione è soltanto una: affidarsi alla previdenza complementare

La previdenza complementare rappresenta un’opportunità di risparmio a cui lo Stato riconosce agevolazioni fiscali di cui altre forme di risparmio non beneficiano.

Aderire alla previdenza complementare significa costruire, tramite versamenti periodici, una pensione aggiuntiva e nel contempo pagare meno tasse.

 

DOMANDE FREQUENTI

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Ad Arca Previdenza può aderire chiunque, sia lavoratori dipendenti, sia autonomi, ma anche inoccupati, almeno una anno prima del raggiungimento dei requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia per il regime obbligatorio.

Sì, è possibile aderire ad Arca Previdenza in forma individuale versando il TFR oppure il solo contributo individuale. Non configurandosi come adesione collettiva, il datore di lavoro non è tenuto ad erogare il proprio contributo.
Sì, per questa operazione è necessario compilare sia il modulo di adesione sia il modulo per la richiesta di trasferimento. Tutta la modulistica è disponibile su questo sito nella sezione "normativa e modulistica previdenza", oppure presso uno dei soggetti collocatori individuabili sul sito stesso.
I contributi versati ai Fondi Pensione, sia su base volontaria che in base a contratti o accordi collettivi, sono deducibili dall’imponibile IRPEF (non rientrano, cioè, nel reddito imponibile) fino ad un limite di 5.164,57 € all’anno. I rendimenti generati dai titoli diversi rispetto ai titoli pubblici italiani nonché dai titoli di Stato e di emittenti internazionali rientranti nella c.d. White List sono soggetti a un'aliquota fissa del 20% rispetto all'aliquota del 26% prevista per altre forme d'investimento.
Tutti i contributi versati alla previdenza complementare, con l’eccezione del TFR, vanno a ridurre la base imponibile del proprio reddito.
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